{"id":36,"date":"2015-04-28T19:26:18","date_gmt":"2015-04-28T17:26:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bersaglieridiroma.it\/?page_id=36"},"modified":"2015-06-02T19:26:16","modified_gmt":"2015-06-02T17:26:16","slug":"storia-dei-bersaglieri","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.bersaglieridiroma.it\/?page_id=36","title":{"rendered":"Storia dei Bersaglieri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.bersaglieridiroma.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/la-marmora1.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-399 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.bersaglieridiroma.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/la-marmora1.png\" alt=\"la-marmora\" width=\"255\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/www.bersaglieridiroma.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/la-marmora1.png 255w, https:\/\/www.bersaglieridiroma.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/la-marmora1-150x150.png 150w\" sizes=\"(max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><\/a><span style=\"font-size: 10pt;\">(tratto dall&#8217;articolo &#8220;I fanti piumati con le fiamme cremisi&#8221;, pubblicato su &#8220;UNIFORMI E ARMI&#8221; del settembre 2001)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA NASCITA DEI BERSAGLIERI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corpo dei bersaglieri (ora specialit\u00e0 della fanteria) nacque il 18 giugno deI 1836, per volont\u00e0 del capitano Alessandro La Marmora. L\u2019Ufficiale present\u00f2 al re Carlo Alberto uno studio intitolato <em>Proposizione per la formazione di una compagnia Bersaglieri, <\/em>il Sovrano accolse la proposta e, con R.D. del 18\/6\/1836, autorizz\u00f2 la creazione della <em>1^ Compagnia del Corpo dei Bersaglieri.<\/em> La Marmora voleva formare <em>reparti celeri di carabine <\/em>che dovevano avere una notevole possibilit\u00e0 di rapidi spostamenti caratterizzati da un fuoco preciso ed utile alle piccole distanze; in poche parole, l\u2019intento era quello di avere a disposizione reparti di fanteria celere. I bersaglieri dovevano avere grande resistenza alle fatiche, per effettuare tanti e rapidi spostamenti, ottima mira con la carabina e intelligenza per trovarsi sempre al posto giusto nel momento giusto. La Marmora riassunse in un decalogo l\u2019istruzione e l\u2019educazione bersaglieresca<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>OBBEDIENZA<\/li>\n<li>RISPETTO<\/li>\n<li>CONOSCENZA ASSOLUTA DELLA PROPRIA CARABINA<\/li>\n<li>MOLTO ESERCIZIO DI TIRO<\/li>\n<li>GINNASTICA DI OGNI GENERE FINO ALLA FRENESIA<\/li>\n<li>CAMERATISMO<\/li>\n<li>SENTIMENTO DELLA FAMIGLIA<\/li>\n<li>AMORE AL RE<\/li>\n<li>AMORE ALLA PATRIA<\/li>\n<li>FIDUCIA IN SE&#8217; FINO ALLA PRESUNZIONE<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco dopo la loro costituzione, i bersaglieri furono armati di una speciale carabina ideata e fatta costruire appositamente che aveva il vantaggio, rispetto a quelle in uso, di essere pi\u00f9 leggera e di avere un tiro pi\u00f9 celere. L\u2019anno successivo, nel 1837, fu costituita la 2^ compagnia bersaglieri. Nel 1848, all\u2019atto della guerra contro l\u2019Austria, le compagnie diventarono 6 pi\u00f9 una settima di volontari studenti. Queste 7 compagnie erano suddivise in 2 battaglioni, il primo di 4 compagnie, con quella dei volontari, il secondo di 3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL BATTESIMO DEL FUOCO: L<\/strong><strong>A CAMPAGNA DEL 1848-49<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra del 1848 fu per la neonata specialit\u00e0 l\u2019occasione per dimostrare la sua attitudine al combattimento. L\u20198\/3\/1848, la 1^ compagnia del 2\u00b0 battaglione, comandata dal capitano Lions, entr\u00f2 in contatto nei pressi di Goito con un distaccamento austriaco. Appena informato dell\u2019episodio, La Marmora, divenuto colonnello, accorse tra i bersaglieri e li divise in due gruppi. Gli imperiali abbandonarono il campo e ripiegarono oltre il Mincio facendo saltare il ponte. Rimase intatto un sottile parapetto che naturalmente fu battuto dalla fucileria e dall\u2019artiglieria nemica. La Marmora venne ferito alla mascella e cadde da cavallo. Il sottotenente Galli della Mantica cadde ucciso. Tutto ad un tratto il bersagliere Guastoni attravers\u00f2 d\u2019un balzo la radura e si gett\u00f2 sulla spalletta al grido di: <em>Viva 11 Re! Avanti tutti! <\/em>Il capitano Griffino lo raggiunse e, superandolo, pass\u00f2 sulla spalletta seguito da molti <em>fanti piumati. <\/em>Il ponte fu superato e la riva conquistata. Per questa azione al capitano Griffino venne conferita la Medaglia d\u2019Oro al Valor Militare. Altre azioni furono effettuate dai bersaglieri a Monzambano, Borghetto, Mantova, Villafranca, Pastrengo, Santa Lucia di Verona e Calmasino. Per queste azioni la 1^ compagnia del 1\u00b0 battaglione e la 2^ del 2\u00b0 meritarono la Menzione Onorevole (successivamente Medaglia di Bronzo al V.M.). Ma la gloria dei bersaglieri prosegu\u00ec in altre battaglie: quella della Corona, dove la 3^\u00a0 compagnia del 10\u00b0 battaglione merit\u00f2 una menzione onorevole, di Governolo, Ponti, Monte Torre, Valeggio, Novara. Purtroppo le sorti della guerra non furono positive per noi, e l\u2019armistizio di Vignale firmato il 26\/3\/1849 restitu\u00ec la Lombardia all\u2019Austria. Oltre ai reparti citati, ottennero la Menzione Onorevole (successivamente la Medaglia di Bronzo al V.M.) la 9^ del 3\u00b0 battaglione e la 14^ del 4\u00b0 per l\u2019infausta battaglia di Novara, ed il battaglione volontari bersaglieri valtellinesi (successivamente passato al 5\u00b0 btg. di nuova formazione). Nel marzo del 1849 viene creato il 10\u00b0 battaglione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1855, LA GUERRA DI CRIMEA E LA MORTE DI LA MARMORA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Piemonte, a seguito dell\u2019aiuto che Francia ed Inghilterra diedero alla Turchia, invi\u00f2 contro la Russia un contingente di 15.000 uomini. Tra questi, i bersaglieri mandarono le prime 2 compagnie di ogni battaglione, per un totale di 10 suddivise in 5 battaglioni provvisori. A capo della 2a^divisione fu posto Alessandro La Marmora, mentre suo fratello Alfonso assunse, dopo la morte del Duca di Genova, il comando del corpo di spedizione. Le truppe presero terra a Balaclava (8\/5\/1855) e si accamparono nella pianura di Kandikoi. Le truppe dello Zar, che presidiavano il fiume Cernia, avevano attaccato e battuto i britannici a lnkermann. I primi due battaglioni dei bersaglieri, insieme con due brigate piemontesi, dovevano attaccare i russi sul fiume, mentre i franco-inglesi, avrebbero cooperato a Traktir e a Giorgun. Ma i russi si ritirarono verso Makenzie, sorvegliati dai francesi a Fedioukine e dai piemontesi a Kumaya e Giorgun. I russi, forti di due divisioni, li attaccarono nella notte del 15-16 agosto. Sembrava fatta ma, grazie all\u2019intervento della 5^ Brigata piemontese con il 5<strong>\u00b0 <\/strong>battaglione provvisorio bersaglieri, che assaltarono di fianco il nemico, i russi furono sconfitti e inseguiti dai bersaglieri che guadarono il fiume per primi conquistando le rive della Cernia. Ma il 6 giugno, colto da colera, il fondatore del corpo dei bersaglieri Alessandro La Marmora mor\u00ec in una capanna nei pressi di Kandiko\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CAMPAGNA DEL 1859<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 26\/4\/1859, il Piemonte, alleato alla Francia, dichiar\u00f2 guerra all\u2019Austria. L\u2019esercito piemontese era composto da 5 divisioni e da un corpo cacciatori delle Alpi, comandati dal Generale Giuseppe Garibaldi. Alla campagna parteciparono 10 battaglioni bersaglieri,\u00a0 2 per ogni divisione, furono decorati il 6\u00b0 e il 7\u00b0 battaglione con Medaglia di Bronzo al V. M. per i fatti di Palestro e Borgo Vercelli. Successivamente, il 7<strong>\u00b0 <\/strong>si distinse in maniera particolare a Palestro dove, dopo due giorni di durissima lotta, perse moltissimi dei suoi effettivi. Per quell\u2019azione fu decorato con Medaglia d\u2019Oro al V.M. Nelle giornate successive i reparti bersaglieri combatterono con onore e vero coraggio a San Martino, Pozzolengo, Solferino, Cavriana, Medole e Guidizzolo. Grazie a questi eroici comportamenti, quatto Medaglie di Bronzo al V.M. furono concesse al 1\u00b0, al 3\u00b0 al 4\u00b0 e al 10\u00b0 battaglione. La guerra volse al meglio e, dopo l\u2019armistizio di Villafranca, la Lombardia pass\u00f2 al Re di Sardegna. I battaglioni bersaglieri divennero 16. Intanto la Toscana e l\u2019Emilia si erano sollevate e, costituiti due governi provvisori con eserciti propri, domandarono l\u2019annessione al Piemonte. Con i reparti provenienti da quei due Stati i battaglioni bersaglieri passarono a 27, e inoltre furono costituite quattordici compagnie deposito ed il comando del corpo fu affidato ad un ufficiale Generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CAMPAGNA DEL 1860-61<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella guerra contro lo Stato Pontificio furono coinvolti diversi reparti di bersaglieri. A Pesaro combatterono il 7\u00b0, l&#8217; 11\u00b0\u00a0 ed il 26\u00b0; il 16\u00b0 battaglione bersaglieri conquist\u00f2 Perugia, una compagnia del 9\u00b0 si distinse alla Rocca di Spoleto (Medaglia di Bronzo al V.M.). La stessa decorazione fu concessa al 260 per i combattimenti fra Osimo e Castelfidardo. Un\u2019altra Medaglia di Bronzo al V.M. fu concessa al 14\u00b0 ed al 25\u00b0 battaglione. Contro i Borboni parteciparono 11 battaglioni (1\u00b0, 6\u00b0, 7\u00b0,\u00a0 9\u00b0, 11\u00b0, 12\u00b0, 14\u00b0, 16\u00b0, 21\u00b0, 24\u00b0 e 27\u00b0). A Mola, il 4 novembre si distinsero il 14\u00b0 ed il 24\u00b0, tanto da meritare entrambi una M.B.V.M. Il grosso delle truppe borboniche ripieg\u00f2 ma fu battuto ad ltri dove si impegnarono ancora il 14\u00b0 ed il 24\u00b0 battaglione, mentre il 6\u00b0 il 7\u00b0, l&#8217;11\u00b0 ed il 12\u00b0 combatterono a Gaeta ed il 1\u00b0 e 16\u00b0 a Capua che si arrese il 3 novembre. Gaeta cadde nel mese di dicembre come Civitella di Tronto. Sul finire del febbraio del \u201861 fu espugnata Messina. Per il comportamento tenuto durante tutta la campagna, al 7\u00b0 battaglione fu attribuita la Medaglia di Bronzo al V.M.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE VICENDE DAL 1861 AL 1866<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo periodo il corpo sub\u00ec notevoli modifiche. Per prima cosa i battaglioni furono portati a 36. La denominazione pass\u00f2 da <em>Corpo dei Bersaglieri <\/em>semplicemente a <em>Bersaglieri. <\/em>Il 31\/12\/1861 furono creati 6 reggimenti bersaglieri su 6 battaglioni, per un totale appunto di 36. L&#8217;anno successivo aumentarono i battaglioni (40) inquadrati, per\u00f2 solo su 5 reggimenti, 8 battaglioni per reggimento. Dopo un breve periodo di pace, ai due battaglioni bersaglieri guidati da Garibaldi che combatterono in Aspromonte fu concessa la Medaglia di Bronzo al V.M.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CAMPAGNA DEL 1866<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il numero dei battaglioni aument\u00f2 di nuovo. Si pass\u00f2 a 45 e successivamente a 50. Solo i primi 40 appartenevano all\u2019esercito operante (di prima linea), il 41\u00b0 fu aggregato al corpo dei volontari e gli altri 9 passarono alla riserva generale. In questa campagna i reparti bersaglieri combatterono a Custoza, nella Valsugana, a Borgo Forte e sul Torre. Il 23 di giugno le nostre truppe varcarono il confine. I reparti bersaglieri impegnati furono circa quaranta. Otto per ogni corpo d\u2019armata, il primo comandato dal generale Durando, il secondo dal generale Cucchiari ed il terzo dal generale Morozzo della Rocca e 16 all\u2019Armata del Po comandata dal generale Cialdini. Presero parte alle pi\u00f9 importanti battaglie: Monte Cricol, Casa Mongabia, Monte Vento, Custoza, Villafranca, Primolano, Borgo e Levico. Il 4\u00b0 e l\u201911\u00b0 ebbero l\u2019onore di contenere e respingere le cariche degli Ulani contro il quadrato di S.A.R. il Principe Umberto. Per i combattimenti di Monte Vento, ai battaglioni 2\u00b0, 8\u00b0 e 13\u00b0 venne concessa la Medaglia di Bronzo al V.M., per i fatti d\u2019arme di Borgo e Levico al 23\u00b0 ed al 25\u00b0 battaglione fu concessa la Medaglia d\u2019Argento al V.M. Nel settembre del 1866 i battaglioni 46\u00b0, 47\u00b0, 48\u00b0, 49\u00b0 e 50\u00b0 furono soppressi e sul finire dell\u2019anno i reggimenti, costituiti su 9 battaglioni, soppressero la 4^ compagnia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA LIBERAZIONE DI ROMA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1864, una convenzione stipulata tra il Governo italiano\u00a0 e\u00a0 quello\u00a0 francese\u00a0 obbligava\u00a0 il primo a non attaccare lo Stato Pontificio ed ad impedire qualunque attacco dall\u2019esterno. Per contro la Francia ritir\u00f2, entro due anni dal patto, il presidio di Roma, che il Papa sostitu\u00ec mano a mano con un esercito proprio di mercenari. Nel 1867, a seguito di provocazioni dell\u2019esercito pontificio, Viterbo si ribell\u00f2. Garibaldi tent\u00f2 allora di marciare su Roma ma fu arrestato dalle truppe italiane e confinato a Caprera da dove fugg\u00ec per prendere il comando dei volontari dirigendosi sulla capitale. Il Papa chiese aiuto ai francesi che inviarono una divisione. Le truppe francesi si scontrarono con i garibaldini a Mentana ed a Monterotondo, ma le giubbe rosse, dopo aspra lotta, furono sconfitte. Dopo tale impresa i francesi tornarono a difendere Roma, ma dur\u00f2 poco. Difatti, per problemi legati alla guerra contro la Prussia i francesi ritirarono la loro divisione. Il governo italiano colse quell\u2019occasione per deliberare l\u2019occupazione delle province romane. lI 12 settembre, forti di 60.000 uomini, le truppe italiane passarono il confine. Diciassette battaglioni bersaglieri parteciparono all\u2019operazione. L\u2019attacco, principale si ebbe a Roma, a Porta Salaria e a Porta Pia; era il 20 settembre del 1870. lI 12\u00b0 battaglione, in un impetuoso assalto si gett\u00f2 sulla braccia aperta dal tiro dell\u2019artiglieria a Porta Pia. Nelle prime ore del pomeriggio Roma venne occupata interamente, e col plebiscito del 2 ottobre and\u00f2 a far parte del Regno d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1870- 1900<\/strong>: <strong>TRENT\u2019<\/strong><strong>ANNI DI RELATIVA PACE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Esercito italiano si costitu\u00ec, dopo il1870, su 10 corpi d\u2019armata ed i bersaglieri su 10 reggimenti (di 4 battaglioni), uno per corpo d\u2019armata. Fu soppressa la numerazione dei battaglioni, sostituita dalla progressione numerica da 1 a 4 per ogni battaglione. Nel 1883 l\u2019Esercito Italiano si ordin\u00f2 su 12 corpi d\u2019armata ed i reggimenti passarono a 12, ma su 3 battaglioni. Nel 1885 l\u2019Italia intraprese l\u2019avventura coloniale in Africa dove fu inviato un corpo di spedizione di cui fece parte un battaglione bersaglieri. Nel cinquantenario della fondazione dei <em>fanti piumati <\/em>(1886) Umberto I restitu\u00ec ai battaglioni la vecchia numerazione che era stata modificata nei \u201870. Dopo Dogali fu inviato un nuovo corpo di spedizione con altri 2 battaglioni di bersaglieri. In seguito, i 3 battaglioni, pi\u00f9 uno di volontari, furono riuniti in un reggimento bersaglieri d\u2019Africa. Il corpo di spedizione rientr\u00f2 in Italia ma, nel 1896, a seguito degli avvenimenti militari di Dervisci e Tigrini, un nuovo corpo di spedizione venne inviato in Africa. I bersaglieri parteciparono con 2 reggimenti, uno su 3 battaglioni ed uno su 4, composti da solo volontari dei 12 reggimenti, e combatterono a Mai-Maret, Adua, Monte Raio, Marian Com\u00adbur. Liberato il presidio di Agordat, il corpo di spedizione rimpatri\u00f2. Il12\u00b0 battaglione (8\u00b0 reggimento) fu inviato a Candia a sedare un\u2019antica contesa tra greci e turchi. In occasione della rivolta dei Boxer si form\u00f2 un corpo di spedizione internazionale di cui fece parte un battaglione di bersaglieri su 4 compagnie provenienti dal 2\u00b0, 4\u00b0, 5\u00b0 e 8\u00b0. Si distinsero principalmente nell\u2019attacco del Forte Shan-hai-tuan e nel combattimento di Ku\u00adngan-tsien.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1911-12<\/strong>\u00a0 <strong>LA GUERRA ITALO-TURCA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel settembre del 1911 l\u2019Italia dichiar\u00f2 guerra alla Turchia sbarcando truppe in Tripolitania ed in Cirenaica. Al corpo di spedizione parteciparono l\u20198\u00b0 e l&#8217;11\u00b0 reggimento (successivamente anche il 4\u00b0). Tra i combattimenti pi\u00f9 importanti non si pu\u00f2 certo tralasciare Sciara Sciat dove particolarmente agguerrita fu la lotta sul fronte dell&#8217;11\u00b0 reggimento. Per quei fatti d\u2019armo l\u201911\u00b0 fu decorato di Medaglia d\u2019Oro al V.M. Altre battaglie furono combattute, dai bersaglieri a Henni, Messri, Ain Zara. Nell\u2019estate del 1912 una compagnia bersaglieri ciclisti fu, per la prima volta in assoluto, impiegata in zona di guerra. La specialit\u00e0 era nata verso la fine dell\u2019800. Il capitano Camillo Natali, sulla spinta delle nuove innovazioni tecnologiche, form\u00f2, con elementi del 12\u00b0 reggimento, la 1^ compagnia ciclisti. A quel capitano e al maggiore Cant\u00f9 (che divenne poi generale) va il merito della nascita dei reparti ciclisti. Durante le manovre di cavalleria del 1899, visti i risultati ottenuti dalla prima compagnia, si pens\u00f2 di potenziare la specialit\u00e0 formandone altre due. Le tre compagnie vennero assegnate ai reggimenti 3\u00b0, 4\u00b0 e 5\u00b0 Successivamente, nel 1905, ogni 1 2^\u00a0 compagnia ciclisti dei reggimenti divenne compagnia ciclisti con compiti di coadiuvare la cavalleria.\u00a0 I bersaglieri ciclisti aumentarono fino a che, nel 1910, ogni reggimento ebbe un battaglione bersaglieri ciclisti con la numerazione del reggimento, per cui il 3\u00b0 battaglione bersaglieri ciclisti, divenne il battaglione ciclisti del 3\u00b0 reggimento bersaglieri. Il 4\u00b0 reggimento fu inviato a Rodi presidiata dai Turchi e si distinse anche a Psitos (Medaglia di Bronzo al V.M.) e a Maritza. Dichiarata la pace (Losanna ottobre 1912) continuarono gli scontri. L&#8217;11 reggimento si distinse particolarmente ad Assaba, dove fu nuovamente decorato, stavolta con una Medaglia di Bronzo al V.M.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA GRANDE GUERRA EUROPEA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1915, all\u2019atto dell\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia, molti reparti bersaglieri erano dislocati fuori dal territorio nazionale. Diversi battaglioni erano in colonia, il 10\u00b0 reggimento in Albania dove rimase fino al 1920. Oltre ad azioni militari, i bersaglieri, con i reggimenti 2\u00b0 e 11\u00b0<strong>, <\/strong>accorsero nel territorio marsicano devastato dal terremoto. Agli inizi della prima guerra mondiale i bersaglieri erano disposti su 12 reggimenti. Ognuno composto da 1 comando, 3 battaglioni a piedi, 1 ciclisti e di un deposito. Dalla fine del 1914 agli inizi del 1915 furono costituiti diversi battaglioni di milizia mobile. Inoltre, per sostituire i battaglioni situati in colonia e in Albania, furono costituite unit\u00e0 con gli stessi numeri ma <em>bis. <\/em>Ad esempio, il 3\u00b0 battaglione delI\u20198<sup>\u00b0 <\/sup>reggimento era in colonia, per cui fu costituito, sempre nelI\u20198<sup>\u00b0<\/sup>, un 3\u00b0 battaglione bis. Cos\u00ec pure fu costituito il 10 reggimento bis (il 10\u00b0 era appunto in Albania). I battaglioni ciclisti avevano una composizione diversa da quelli a piedi. Questi ultimi erano su 3 compagnie da 250 bersaglieri, i ciclisti, sempre su 3 compagnie ma da 150 unit\u00e0. Sia i reggimenti che i battaglioni ciclisti erano dotati di una sezione mitragliatrici da due armi. I bersaglieri ciclisti erano autonomi e dipendevano dal comando supremo, non dai reggimenti assegnati. Solo nei 1916 furono creati dei Gruppi Battaglioni Bersaglieri Ciclisti che non avevano numerazione, ma prendevano il nome del comandante, che era il pi\u00f9 alto in grado dei comandanti di battaglione o, a parit\u00e0 di grado, il pi\u00f9 anziano. Il 15\/1\/1918 fu costituita la nascita ufficiale di 4 gruppi bersaglieri ciclisti (1\u00b0,\u00a0 2\u00b0, 3\u00b0 e 4\u00b0) su 3 battaglioni ognuno. Successivamente il 2\u00b0 ed il 3\u00b0 vennero sciolti e 2 loro battaglioni confluirono nella 1^ e 2^ divisione d\u2019assalto. I battaglioni ciclisti avevano una <em>s<\/em>ezione di pistole mitragliatrici. I bersaglieri a piedi che presero parte alle battaglie sul suolo nazionale erano inizialmente su 12 reggimenti (con il 10 bis), e nell\u2019ottobre del 1917 diventarono 21. Oltre a questi furono costituiti 3 reparti d\u2019assalto, il 26\u00b0, il 72\u00b0 ed i 19\u00b0 (successivamente 23\u00b0). Per breve tempo fu costituito un 22\u00b0 reggimento bersaglieri di marcia. Le sezioni mitragliatrici, di cui abbiamo accennato, erano in tutto 115, 84 con mitragliatrici Fiat, 31 con Saint Etienne. Nel novembre del 1917 furono costituite alcune sezioni motomitragliatrici e, il 1\/8\/1918, fu creata una compagnia su 6 armi. Nel periodo tra giugno e novembre del 1917, un piccolo distaccamento oper\u00f2 in Palestina. In quel periodo fu diminuita la forza dei battaglioni (a piedi), passando a 175 unit\u00e0 per compagnia. Ad ogni battaglione fu assegnata una sezione lancia torpedini che divenne, per i reparti a piedi nel 1918, sezione lancia-bombe. Nello stesso periodo le compagnie scesero a 145 unit\u00e0 ed ogni reggimento costitu\u00ec un plotone d\u2019assalto. Tra la fine del \u201817 e la met\u00e0 del \u201818, furono sciolti 3 reggimenti (9\u00b0, 15\u00b0 e 21\u00b0) e 4 battaglioni ciclisti (2\u00b0,6\u00b0,9\u00b0 e 10\u00b0). Durante la campagna i reparti bersaglieri operarono su tutto il fronte. Non \u00e8 certo possibile ricordare tutte le battaglie cui presero parte, ma l\u2019altissimo numero di decorazioni al V.M. assegnate individualmente o al reparto testimoniano il grande valore. Ventuno reggimenti bersaglieri ed i 3 reparti d\u2019assalto furono insigniti della Croce di Cavaliere dell\u2019Ordine Militare di Savoia. Quattro Medaglie d\u2019Oro, 16 d\u2019Argento e 14 di Bronzo fregiarono i vari reggimenti, i battaglioni ciclisti e anche i reparti d\u2019assalto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>TRA LE DUE GUERRE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra che aveva provocato circa 670.000 morti era terminata. Ma le rivendicazioni italiane non erano state soddisfatte. <em>L\u2019impresa di Fiume, <\/em>cui presero parte alcuni reparti di <em>fanti piumati, <\/em>fu l\u2019ultimo atto della guerra. In particolare:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>37\u00b0 e 43\u00b0 battaglione del 4\u00b0 reggimento<\/li>\n<li>46\u00b0 battaglione del 5\u00b0 reggimento;<\/li>\n<li>VIII battaglione ciclisti;<\/li>\n<li>un nucleo di bersaglieri dell\u201911\u00b0rgt.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a questi reparti altri bersaglieri si unirono all\u2019impresa. In particolare il 4\u00b0 reggimento cambi\u00f2 pi\u00f9 volte denominazione: <em>Gruppo del Battaglione bersaglieri,\u00a0 Reggimento bersaglieri di Fiume; Legione Bersaglieri di Fiume.<\/em> I reparti rimasero fino al 10\/1\/1921, quando gli ultimi bersaglieri lasciarono Fiume L\u2019ordinamento del 1919 (R.D 214 eI 21\/12\/1911) riduceva a 12 i reggimenti, solo i primi con un battaglione ciclisti. L\u2019anno successivo, prima viene creato l&#8217;11\u00b0 reggimento speciale inviato a Marienwerder sulla Vistola a presidio della zona assegnata all\u2019Italia, poi con R.D. 4512 del 20 aprile 1920, il corpo viene ridotto a soli 4 reggimenti, senza alcun reparto ciclisti. Ma anche questa situazione dur\u00f2 poco. L\u2019anno successivo (R.D. 12 del 7\/1\/1923) venne riordinato il Corpo su 12 reggimenti, 6 a piedi e 6 ciclisti. Intanto i bersaglieri, che non avevano la bandiera di guerra, ricevettero il labaro. Con la circolare ministeriale n. 3760 dei 7\u00ec7\/1 924 anche gli altri 6 reggimenti a piedi divennero ciclisti. Nel 1926 si ebbe l\u2019ordinamento Mussolini, vennero confermati 12 reggimenti, i battaglioni furono caratterizzati dal numero romano (questo fino al 1975) e, con R.D. 247 del 20\/5\/1932, ebbero i loro motti araldici. Nello stesso anno ogni battaglione ebbe in organico una compagnia mitragliatrici Fiat, su 4 armi in pace e 12 in guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE OPERAZIONI IN AFRICA ORIENTALE (A.O.I.) E QUELLE OLTREMARE SPAGNA (O.M.S.)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la guerra in Africa Orientale vennero costituiti due corpi d\u2019operazione, uno in Eritrea ed uno in Somalia. in Eritrea furono mobilitati alcuni reparti bersaglieri. Il reparto scelto fu il 3\u00b0 reggimento bersaglieri che venne riformato su 4 battaglioni, tutti a piedi. Precisamente: il XVIII, XX, XXV ed il LXXXIII complementi. Inoltre era presente una sezione cannoni reggimentali da 65\/17, rinforzata successivamente da una sezione di lanciafiamme mobili mod. 33, su 12 apparecchi pi\u00f9 1 di riserva. Alla fine risultava composto da oltre 3.500 combattenti e da 230 quadrupedi. Venne anche formato un nuovo reggimento, iI13<sup>\u00b0 <\/sup>(po 18\u00b0<strong>) <\/strong>che il 31\/12\/1936 confluir\u00e0, a Lodi prima di partire per il fronte, nel 3\u00b0 reggimento. I bersaglieri parteciparono all\u2019avanzata prendono parte ad entrambe le battaglie di Tembien. Al passo di Falag\u00e0 il reggimento venne riordinato diventando il 3\u00b0 <em>Reggimento Leggero <\/em>per andare a far parte della Colonna Starace che avrebbe marciato su Gondar. Il reggimento risultava composto da: un colonnello comandante, un tenente colonnello, 3 capitani, 2 ufficiali subalterni, 44 sottufficiali e 863 bersaglieri; vi erano poi 448 tra asini e muli. Il LXXXII battaglione complementi, con 800 bersaglieri, le sezioni cannoni e lanciafiamme, non adatti ad una marcia celere, rimasero a Falag\u00e0 formando il <em>Gruppo Battaglioni Bersaglieri Sabauda<\/em><em>. <\/em>La marcia dur\u00f2 dall\u201911 marzo fino alle ore 9.40 del 1\u00b0 aprile quando, prima in assoluto, entra la 10^ compagnia. Non fu dello stesso avviso l\u2019allora capitano del genio Paolo Caccia Dominioni che iss\u00f2 la bandiera, alle 14.17 sui castelli di Gondar, alla testa di una pattuglia avanzata. Ma Starace era segretario del P.N.F, e non era possibile contraddirlo, chiss\u00e0 come sar\u00e0 realmente andata! Le operazioni di mobilitazione per le operazioni in O.M.S. si svolsero presso il deposito del 2\u00b0 reggimento dove affluirono reduci e giovani volontari. La preferenza fu data ai veterani. Oltre a quei volontari, i bersaglieri furono presenti con alcune unit\u00e0 organiche: una compagnia motomitraglieri del 2\u00b0 reggimento, una compagnia motociclisti ed una mitraglieri del 6\u00b0 reggimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA SECONDA GUERRA MONDIALE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 certo possibile parlare diffusamente di tutto il secondo conflitto, occorrerebbero migliaia di pagine. Qui ci limiteremo a citare le varie operazioni con i reparti che vi presero parte. Per prima cosa, anche se non si tratta della Seconda guerra mondiale, tratteremo dell\u2019occupazione dell\u2019Albania le cui operazioni durarono pochi giorni e, salvo qualche scontro, non ci furono grosse battaglie. Il corpo di spedizione era composto da 2 scaglioni, del primo facevano parte 12 battaglioni bersaglieri, 9 ciclisti, 1 motociclista, 1 autoportato ed 1 misto. I reparti bersaglieri che parteciparono all\u2019occupazione dell\u2019Albania erano cos\u00ec inquadrati: &#8211; <em>Colonna Durazzo:<\/em> comando del 2\u00b0 rgt; &#8211; <em>Colonna S. Giovanni di Medua:<\/em>comando del 9\u00b0 reggimento; &#8211; <em>Colonna di Valona:<\/em> comando del 1\u00b0 reggimento; &#8211; <em>Colonna di Santi Quaranta:<\/em>comando del 12\u00b0 reggimento. In tre giorni tutti gli obiettivi furono raggiunti. L\u2019ultimo fu la citt\u00e0 di Fieri che venne occupata alle ore 18 dell\u20198 aprile. Nel giugno del 1940 inizi\u00f2 la Seconda guerra mondiale. Iniziamo dal Fronte Occidentale. I reparti dei bersaglieri utilizzati per le operazioni contro la Francia furono i reggimenti 4\u00b0, 1\u00b0 e 9\u00b0. Altri 4 reggimenti furono trasferiti alla frontiera occidentale ma non parteciparono alle operazioni, precisamente: il 3\u00b0, il 7\u00b0, l&#8217;8\u00b0 e il 12\u00b0. Le operazioni iniziate l\u201911 giugno terminarono il 25 dello stesso mese. In Africa Orientale c\u2019era un solo battaglione, il 3\u00b0, aggregato all\u201911\u00b0 reggimento <em>Granatieri di Savoia. <\/em>Tutti gli uomini caddero o furono fatti prigionieri: gli ultimi 50 si arresero l\u20198 aprile. Ora parliamo della Campagna di Grecia (28\/1 0\/1 940- 24\/4\/1941). Le operazioni possono essere divise in quattro fasi: &#8211; offensiva italiana (28\/10 &#8211; 9\/111940); &#8211; controffensiva greca (10\/11 &#8211; 21\/12 1940); &#8211; difensiva italiana (20\/12\/40 &#8211; 9\/4\/41); &#8211; offensiva italiana (10-24\/4 deI 1941). Quella campagna, che doveva essere una <em>passeggiata, <\/em>mise in mostra tutta l\u2019inefficienza del REI, inefficienza non imputabile ai nostri soldati, ma a tutta l\u2019organizzazione Quattro furono i reggimenti bersaglieri impegnati che pagarono un alto tributo in vite umane e sofferenze. Il 1\u00b0 reggimento, il 2\u00b0, il 4\u00b0 ed il 5\u00b0. Tra il maggio e l\u2019agosto del 1941, tutti i reparti bersaglieri rientrarono in Italia. Non era ancora terminata la campagna di Grecia, e I&#8217;Italia con la Germania e gli altri alleati, attacc\u00f2 la Jugoslavia (che prima del colpo di stato che aveva rovesciato il Re, aveva un patto di adesione al tripartito). La campagna dur\u00f2 teoricamente dal 6 al 18 aprile. In realt\u00e0, a causa dei partigiani e delle varie etnie presenti, la guerra in Jugoslavia termin\u00f2 alla fine del 1945. Oltre a 5 reggimenti bersaglieri, il 1\u00b0, il 3\u00b0, il 6\u00b0, l\u201911\u00b0 ed il 12\u00b0, partecip\u00f2 il battaglione bersaglieri di Zara ed il XXll\/5<sup>\u00b0 <\/sup>motociclisti. Il 1017\/1941 la Wehrmacht, nostra alleata, inizi\u00f2 la campagna sul Fronte Orientale. Il nostro esercito invi\u00f2 un corpo di spedizione (C.S.l.R.) composto da 3 divisioni: Pasubio, Tonno e Principe Amedeo Duca d\u2019Aosta (celere). In quest&#8217;ultima divisione conflu\u00ec il 3\u00b0 reggimento bersaglieri, cos\u00ec composto: battaglioni XVIII, XX e XXV, 3 compagnie motociclisti (1^, 2^, 3^), 2 compagnie controcarro (172\u00b0 e 173\u00b0) ed il 122\u00b0 autoreparto. Nelle varie azioni i reparti vennero spostati alle dipendenze delle varie unit\u00e0. Alla fine del 1941 il reggimento aveva perso la met\u00e0 degli effettivi, cos\u00ec ne fu inviato uno nuovo, il 6\u00b0, reduce dalla Jugoslavia. Questo risultava composto da 3 battaglioni, il VI, XIII e XIX, 106^ compagnia motociclisti, 272^ cannoni e dal XIV autogruppo. La 17^ motociclisti e la 72^ cannoni, che appartenevano al 6\u00b0, erano in Africa Settentrionale mentre la 2^ motociclisti e la\u00a0 172^ cannoni erano gi\u00e0 in Russia con il 3\u00b0 reggimento. Dall\u2019Italia, per rinforzare il 3\u00b0 giunse il 103\u00b0 battaglione complementi bis con 600 uomini. Nell\u2019estate del 1942 arriv\u00f2 un nuovo battaglione, si trattava del LXVII reparto di bersaglieri corazzato su carri L6-40. Con 3 compagnie motociclisti, la 106\u00b0^\/6\u00b0, la 2^\/6\u00b0 e la 3^\/3\u00b0 fu costituito il XLVII battaglione motociclisti. Il 9 luglio il C.S.I.R. divent\u00f2 XXXV corpo d\u2019armata inquadrato neIl\u20198^ armata Italiana. Verso la fine del dicembre 1942, il 3\u00b0 reggimento venne praticamente distrutto in combattimento! Anche il 6\u00b0, a causa delle gravi perdite, fu ricostituito: comando, VI e XIX battaglione (con alcuni superstiti del 3\u00b0<strong>) <\/strong>e altri reparti minori. Il reggimento torn\u00f2 in Italia verso la fine di marzo deI 1943. Alcuni scampati dalla distruzione deI 3\u00b0 vennero riuniti Il 14 marzo presso il comando celere, a Sytnlcovo, per far parte di un nucleo provvisorio deI 3\u00b0 comandato da un capitano che li riport\u00f2 in Patria alla fine del marzo 1943. Anche quell\u2019avventura era finita, cos\u00ec come i sogni di una vittoria! Dopo aver perso l\u2019Africa Orientale, il nostro esercito presidiava quella Settentrionale. La campagna dur\u00f2 dal 10 \/6\/1940 ai primi mesi del 1943. Quella campagna fu caratterizzata da diversi capovolgimenti di fronte. A offensive italo-tedesche si succedevano quelle alleate, si lasciavano citt\u00e0 per poi riprenderle. I reparti bersaglieri impiegati, in questo lungo periodo, furono i seguenti: &#8211; 10\u00b0 rgt, su 3 battaglioni, XVI, XXXIV e LXIII, diverse compagnie di bersaglieri motociclisti assegnati alle varie divisioni; &#8211; plotone bersaglieri motociclisti assegnato alla colonna Maletti; &#8211; plotone motociclisti assegnato al comando del corpo d\u2019armata libico; &#8211; 60^\u00a0 compagnia; &#8211; 22^\u00a0 assegnata alla Divisione <em>Sirte<\/em> &#8211; 8\u00b0 reggimento su 3 battaglioni, III (Motociclisti), V e XII (Autoportato), 132^ e 142^ compagnia cannoni e la 72^ del 6\u00b0; &#8211; 7\u00b0 reggimento su 3 battaglioni, VIII, X e Xl e 1^ compagnia cannoni; &#8211; 9\u00b0 reggimento, su 4 battaglioni, XXXII, XXVII e XXX, XL compagnia cannoni, pi\u00f9 due compagnie del 3\u00b0 reggimento, la 30 e la 73; &#8211; 5\u00b0 reggimento, dal dicembre deI 1942, su 4 battaglioni, XIV, XXII e XXIV, pi\u00f9 la 5^ motociclisti; &#8211; 12\u00b0 rgt su 3 btg, XXI, XXIII e XXXVI; &#8211; LXX btg bersaglieri motomitraglieri. Anche l\u2019Africa Settentrionale era persa. Nel maggio del 1943 rientrarono in Italia gli ultimi bersaglieri. Ora parliamo dei reparti che presero parte all\u2019ultimo atto della guerra, dalla Sicilia, in cui lo sbarco avvenne il 10 luglio, all\u20198 settembre. La Sicilia era difesa dalla 6^ Armata.! reparti bersaglieri erano i seguenti: &#8211; 10\u00b0 reggimento, su 3 battaglioni, XXXV, LXXIII e il LXXIX; &#8211; 177\u00b0 reggimento bersaglieri territoriale mobile, su 3 battaglioni formati dai depositi, DXXV, DXXVI e il DXXVII; &#8211; 1\u00b0 battaglione bersaglieri controcarro; &#8211; LI battaglione bersaglieri; &#8211; 542\u00b0 battaglione costiero; &#8211; DLVIII battaglione dislocato in Calabria. La guerra era terminata! Iniziava una nuova e sanguinosa parentesi: quella della guerra civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL REGNO DEL SUD<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ben comprendere la situazione dei reparti bersaglieri nell\u2019ultimo periodo della guerra, occorre dividere le vicende tre parti. Iniziamo dalla prima con la creazione del 1\u00b0 raggruppamento motorizzato del 28\/9\/1943. In questo reparto, forte di 5.000 uomini, venne inquadrato il LI battaglione bersaglieri d\u2019istruzione allievi ufficiali di complemento. Ricordiamo che il raggruppamento motorizzato prende parte alla battaglia di Montelungo. Nel gennaio 1944 fu ricostituito il 4\u00b0 reggimento bersaglieri su: compagnia comando, XXIX battaglione su 3 compagnie moschettieri, 1 accompagnamento ed 1 comando, XXXIII battaglione della stessa consistenza dell\u2019altro. Il secondo periodo \u00e8 quello del Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.) che dal 18\/4\/1944 sostitu\u00ec il raggruppamento motorizzato. lI 4\u00b0 reggimento fu ampliato (agosto \u201844) con l\u2019aggiunta della 1^ compagnia motociclisti. Il terzo periodo inizia il 24 settembre con la creazione dei gruppi di combattimento che operarono fino all\u20198\/5\/1945. Il 4\u00b0 reggimento venne sciolto, e fu formato il battaglione Goito inquadrato nel Legnano. Il battaglione era composto da una compagnia comando, 5^, 6^ e 7^ compagnie bersaglieri e l&#8217;8^ compagnia armi d\u2019accompagnamento. Poco prima della fine, a Brescia, cambi\u00f2 nuovamente in LI battaglione con sede a Milano. Oltre a questi reparti, ci fu anche il 447\u00b0 battaglione bersaglieri che assorb\u00ec anche i colleghi del battaglione DLVIII dislocato in Calabria, ma che non combatt\u00e9 alcuna battaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA REPUBBLICA SOCIALE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 3\u00b0 reggimento volontari si forma a Milano il 27\/9\/191943 con personale proveniente dal vecchio 3\u00b0 reggimento. In pochi giorni si cre\u00f2 il comando, il reparto comando reggimentale, i battaglioni XVIII, XX, XXV e LI. I battaglioni erano formati da una compagnia Comando e da quattro compagnie bersaglieri. Il XX battaglione aveva due compagnie ciclisti e fungeva da battaglione allievi ufficiali. Agli inizi del \u201844 il reggimento prima doveva diventare 1\u00b0 reggimento, poi il comando venne spostato in Germania per raggiungere la divisione bersaglieri <em>Italia. <\/em>I battaglioni che formavano il reggimento diventarono autonomi, cambiando la numerazione e lasciando la vecchia come riferimento. I nuovi reparti erano: il I (LI), il Il (XX), il III (XXV) ed il IV (XVIII). Dal 2 agosto si trovarono alle dipendenza dell\u2019Armata Italiana <em>Liguria. <\/em>L\u20198<sup>\u00b0 <\/sup>rgt bersaglieri, successivamente denominato <em>Manara<\/em><em>, <\/em>venne costituito l\u201911 \/9\/1943 a Verona. Il primo reparto a formarsi e a raggiungere il fronte fu il 1\u00b0 battaglione bersaglieri <em>Mussolini<\/em> che combatt\u00e9 dalla fine di ottobre del 1943 fino al 30 aprile del 1945 sulla frontiera orientale; era costituito su: comando, compagnia comando, 1^ compagnia guastatori, 2^ e 3^ compagnia mitraglieri, 4^\u2019 compagnia mortai. La zona di operazioni fu la zona della valle Boccia, la valle dell\u2019lsonzo da Caporetto a Monfalcone. Tolmino, Piedicolle e Capivano. Questo reparto sub\u00ec perdite gravissime. lI 28\/4\/1 945 ebbe l\u2019ordine di riunirsi a Santa Lucia e da l\u00ec muovere insieme col 3\u00b0 battaglione verso Cividale. Durante il ripiegamento i reparti furono attaccati e praticamente distrutti. I pochi superstiti vennero deportati nel campo di concentramento di Borovnica, presso Lubiana, dove subirono le peggiori angherie, solo pochissimi nel 1946 riuscirono ad uscire da quel vero inferno. Altri reparti furono il 2\u00b0 battaglione <em>Mameli <\/em>che oper\u00f2 sul fronte adriatico, in Garfagnana e si arrese nella zona di Parma. lI 3\u00b0 battaglione <em>Toti<\/em> fu formato il 20\/5\/1944. La divisione bersaglieri <em>Italia, <\/em>fu costituita a Heuberg in Germania con volontari provenienti dai campi di concentramento (in tutto erano 14.000 uomini). Era dislocata a sud di Parma, combatt\u00e9 in Garfagnana e si sciolse il 28 aprile in vai di Taro. Per ultimo citiamo il battaglione bersaglieri <em>Fulmine <\/em>inquadrato nella X Mas, successivamente Decima divisione. Il reparto combatt\u00e9 sul fronte orientale, venne accerchiato a Tarnova della Selva, in territorio slavo, e fu liberato grazie all\u2019azione di un altro reparto della Decima, la 1^ compagnia del battaglione guastatori alpini <em>Valanga. <\/em>Anche qui, come per il <em>Mussolini<\/em><em>, <\/em>si ebbero molte perdite e i prigionieri trattati in maniera disumana, la loro unica colpa fu quella di essere italiani e di aver combattuto <em>Per l\u2019onore d\u2019Italia!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL SECONDO DOPOGUERRA E LE MISSIONI DI PACE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi ultimi cinquant\u2019anni l\u2019Esercito Italiano \u00e8 stato pi\u00f9 volte riorganizzato. Da reggimenti a battaglioni, poi nuovamente a reggimenti, e sarebbe lunghissimo ricostruire le vicende di tutti, ci limiteremo quindi a ricordare dove e quando i bersaglieri presero parte a vicende significative. L&#8217;Italia, a causa della sua struttura geologica, \u00e8 altamente a rischio. Terremoti, allagamenti ed altre sciagure hanno funestato questi anni: Polesine, Vajont, Belice, Friuli, lrpinia, Umbria, non sono solo luoghi di questa nostra bella nazione, sono anche purtroppo localit\u00e0 dove la furia della natura ha portato morte e distruzione, In queste zone, soldati di leva dei bersaglieri, accanto agli altri loro coetanei con altre mostrine, hanno contribuito ad aiutare i nostri connazionali cos\u00ec duramente colpiti. Ma oltre ad interventi sul territorio i bersaglieri sono stati presenti, come operatori di pace, in varie parti dei mondo: dal Libano ai territori della ex-Jugoslavia. Chi non ricorda i nostri <em>fanti piumati <\/em>in Libano che, nell\u2019agosto del 1982, con l\u2019elmetto verniciato di bianco e l\u2019immancabile piumetto, sono sbarcati nella terra dei cedri. Il primo reparto era il battaglione <em>Governolo<\/em><em>. <\/em>Due anni dopo di nuovo il Libano e di nuovo il <em>Governolo<\/em><em>, <\/em>successivamente avvicendato dal <em>Bezzecca<\/em><em>, <\/em>a sua volta sostituito dal battaglione <em>Cernaia<\/em><em>. <\/em>Era solo l\u2019inizio. Nella ex-Jugoslavia, dopo la morte di Tito che con il terrore aveva tenuto unito un cos\u00ec strano agglomerato di religioni, lingue, etnie tanto diverse tra loro, si era scatenato il caos. Alcune immagini che ci pervenivano dalla TV e dai giornali erano veramente irreali: morti di tutte le et\u00e0, di tutti i sessi, di tutte le religioni. Punto cruciale dell\u2019operazione era proprio un reparto bersaglieri: la brigata bersaglieri <em>Garibaldi. <\/em>I reggimenti 8\u00b0<strong>,<\/strong> carico di tradizioni, come abbiamo visto nel corso dell\u2019articolo, ed il 18\u00b0 furono poi destinati in Bosnia. Nei reportage giornalistici e nei filmati televisivi si vedono sempre i bersaglieri che hanno sostituito l\u2019elmetto metallico mod. 33 con quello nuovo in fibra balistica, ma che non hanno certo abbandonato il loro piumetto n\u00e9 il tradizionale fez, quelli non sono capi dell\u2019equipaggiamento, sono bandiere!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(tratto dall&#8217;articolo &#8220;I fanti piumati con le fiamme cremisi&#8221;, pubblicato su &#8220;UNIFORMI E ARMI&#8221; del settembre 2001) LA NASCITA DEI BERSAGLIERI Il corpo dei bersaglieri (ora specialit\u00e0 della fanteria) nacque il 18 giugno deI 1836, per volont\u00e0 del capitano Alessandro La Marmora. 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