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CONVENZIONE FRA BUNKER SORATTE A.P.S. ED ASSOCIAZIONE NAZIONALE BERSAGLIERI

La Sez. ANB di Roma Capitale era presente insieme alla Presidenza Nazionale ANB a Sant’Oreste presso il Bunker Soratte per stipulare una convenzione tra Bunker Soratte A.P.S. e Associazione Nazionale Bersaglieri. A sottoscrivere questo importante momento Riccardo Cecchini, Presidente dell’ Associazione Culturale Bunker Soratte e il nostro Presidente Nazionale Giuseppenicola Tota. Abbiamo avuto l’ occasione di visitare il Bunker, un luogo che, appena varchi l’ingresso, ti restituisce il peso della storia. Nel 1937, per volere di Benito Mussolini, venne avviata sul Monte Soratte, data la vicinanza con la Capitale, la realizzazione di numerose gallerie all’interno della montagna, che sarebbero dovute servire da rifugio antiaereo per le alte cariche dell’Esercito Italiano, pur sotto le mentite spoglie di fabbrica di armi della Breda, le cosiddette “officine protette del Duce”. I lavori furono svolti sotto la direzione del Genio Militare di Roma e, ancora oggi, questo dedalo ipogeo costituisce una delle più grandi ed imponenti opere di ingegneria militare presenti in Europa (circa 4 km di lunghezza: una vera e propria città sotterranea). Durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare nel settembre del 1943, il “Comando Supremo del Sud” delle forze di occupazione tedesche in Italia, guidato dal Feldmaresciallo Albert Kesselring, si stabilì sul Soratte, all’interno delle gallerie vennero infatti costruite grandi baracche in legno destinate agli alloggi per ufficiali, infermerie, sale di lavoro, armeria, bar, cinema, depositi. Per un periodo di circa dieci mesi, le gallerie si prestarono come valido rifugio segreto per le truppe naziste e resistettero al pesante bombardamento del 12 maggio 1944,effettuato da due stormi di B-17 alleati, partiti appositamente da Foggia per distruggere il quartier generale tedesco al Soratte. Sembrerebbe che, prima di abbandonare l’area, il Feldmaresciallo dette ordine di minare ed incendiare tutto il complesso . Per anni, dopo la fuga delle truppe tedesche successiva al bombardamento, il complesso visse periodi di totale abbandono e fu solamente nel 1967, durante gli anni della Guerra Fredda, che, sotto l’egida della N.A.T.O., venne modificato un tratto delle gallerie, che assunse l’aspetto di bunker anti-atomico, che avrebbe ospitato il governo italiano e il Presidente della Repubblica in caso di attacco atomico sulla capitale. I lavori, solo parzialmente terminati, si protrassero fino al 1972, quando, per ragioni ancora incerte, vennero bruscamente interrotti. L’area, da alcuni anni, è stata riacquisita dal Comune di Sant’Oreste ed è oggetto di un progetto di recupero delle ex-caserme e di allestimento di un museo storico diffuso, denominato “Percorso della memoria”. Oggi le gallerie sono visitabili grazie all’impegno della Associazione Culturale Bunker Soratte che grazie ai loro volontari ti accompagnano in un viaggio carico di memoria, dentro la storia e il tempo. Oggi ci ha accompagnato William, un ragazzo di Sant’Oreste che con la sua competenza, passione e bravura ci ha fatto camminare in quegli spazi, ascoltare i racconti e immaginare ciò che è stato, rendendo il tutto ancora più intenso. Fra i vari racconti, quello che ci ha colpito di più è stato quello riferito a Pasquale Di Giovanni. Durante l’occupazione tedesca, il complesso venne impiegato per la produzione di armi dai tedeschi. A lavorarci era soprattutto gente del posto ,tra loro, un uomo alto con barba lunga e vestito trasandato di nome Pasquale che amava le gabbiette e gli uccellini con i quali parlava! I bambini del paese lo chiamavano lo scemo del villaggio. Invece, lo “scemo del villaggio” possedeva un altro segreto, la sua gabbietta nascondeva un doppio fondo e un’antenna ricetrasmittente con cui comunicava agli alleati in anglosassone stretto. Pasquale Di Giovanni, infatti, non era affatto scemo, era un tenente colonnello anglo-abruzzese e dal 1937 al 1944 aveva svolto l’importante ruolo di spia. Fu lui a guidare le forze alleate nel bombardamento chirurgico delle gallerie del Soratte, risparmiando le case dei compaesani che tanto lo avevano aiutato. Il bunker è un luogo interessantissimo, che grazie all’opera dell’Associazione Bunker Soratte è ormai diventato uno dei Musei europei ed internazionali più interessanti ed anche un traino economico e occupazionale del territorio con le sue 40.000 visite all’anno.