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Viaggio in Russia

La Sezione bersaglieri di Roma, come già fatto in passato, propone ai soci l’offerta di un viaggio storico/culturale in Russia. Di seguito il programma con tutti gli elementi informativi

“in Russia… sul Don” da Meskof ad Arbuzovka, da Isbuschenskij a Serafimovich e Volgograd dal 20 al 26 agosto 2018

TERMINE ISCRIZIONI 15 GIUGNO

per informazioni e prenotazioni STELLA ERRANTE Via Brescia, 16 00198 ROMA cell. 393 2868172 comunica@stellaerrante.it www.stellaerrante.it organizzazione tecnica INSIEME A VOI/SERENDIPITY VIAGGI SRL ROMA

All’atto dell’iscrizione il partecipante prenderà visione e sottoscriverà le Condizioni generali di contratto di vendita e di pacchetti turistici facenti parte del programma.

A partire dal 10 luglio 1941 le truppe vennero trasportate dall’Italia tramite 225 treni fino alla città ungherese di Borsa, da lì raggiunsero il teatro delle operazioni con una marcia di centinaia di chilometri attraverso le pessime strade di Romania, Moldavia, Bessarabia e Ucraina. Finalmente al completo il 21 settembre l’intero CSIR, il Corpo di Spedizione Italiano in Russia, passò all’offensiva. Ormai bloccato dall’arrivo dell’inverno russo, con temperature che scendevano fino a venti, se non trenta gradi sotto zero, il CSIR utilizzò il mese di novembre per attestarsi su una linea più corta e meglio difendibile rafforzando il fronte. Ma i sovietici, il giorno di Natale, scatenarono una pesante offensiva, poi denominata “La Battaglia di Natale”, che investì in pieno il 3° Reggimento Bersaglieri e la Legione Tagliamento. Il 4 giugno 1942 il CSIR passò alle dipendenze della 17ª Armata tedesca; dal 9 luglio, infine, il CSIR entrò a far parte dell’ARMIR, Armata Italiana in Russia. Tra l’inizio e la metà di agosto l’ARMIR si schierò lungo il bacino del Don. La prima avvisaglia che quello degli italiani non sarebbe stato un settore facile avvenne tra il 30 luglio e il 13 agosto a Serafimovich: qui, a un primo tentativo dei russi di oltrepassare il Don, si opposero tenacemente i Bersaglieri della Celere. Nel pericoloso settore di Serafimovich prenderà il via il 19 novembre 1942 la grande operazione dell’Armata Rossa che in pochi giorni sbaraglierà le pur combattive divisioni rumene, dando inizio all’interminabile reazione a catena che avrebbe rovinosamente coinvolto in dicembre anche l’armata italiana. Quasi prive di mezzi di trasporto e di carburante costrette a vagare a piedi in cerca di una via di scampo dall’accerchiamento, le divisioni di fanteria dell’ARMIR, composte da decine di migliaia di uomini ormai difficilmente controllabili, finirono in gran parte annientate, falcidiate dalla fame e dal freddo micidiale. Nella conca di Arbuzovka si consumò un dramma: 20-25.000 perdite tra morti, dispersi e prigionieri, solo pochi gruppi riuscirono a sfuggire all’accerchiamento. L’offensiva sovietica non coinvolse il Corpo d’Armata alpino, che continuò a tenere le sue posizioni sul Don. La Julia si attestò sul fiume Kalitva, dove si dissanguò in continui combattimenti per mantenere il fronte. L’ordine di ripiegare dal Don venne dato, con molto ritardo, solo il 17 gennaio 1943.

POSSIBILITA’ DI PARTIRE DA DIVERSI AEROPORTI ITALIANI

1. giorno lunedì 20/8

ROMA – MOSCA – VOLGOGRAD

Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto di Roma Fiumicino in tempo utile per la partenza, alle ore 10.30, del volo Alitalia per Mosca. Arrivo alle ore 15.15 e coincidenza per Volgograd.
Arrivo e trasferimento in albergo.
Cena e pernottamento.

2. giorno martedì 21/8

VOLGOGRAD – FORMIKHINSKIY – SERAFIMOVICH

Prima colazione e partenza per i luoghi della guerra.

Fomikhinskiy (dove esisteva il cimitero militare del 3° e 6° Reggimento Bersaglieri, dismesso nel settembre 1991 con il rimpatrio delle singole Spoglie Mortali), Bobroskj, Serafimovich.

Visita al monastero di Ust-Medveditsky Spaso-Preobrazhensky.

Nei dintorni di Serafimovich sorge un monastero che fu il centro spirituale dei cosacchi del Don. Nel corso della sua lunga storia è passato attraverso molte vicissitudini ma grazie alla fede religiosa della gente del luogo il monastero è riuscito a sopravvivere e a ritrovare la grandezza di un tempo. Il monastero, in origine maschile, fu fondato nel 1638 lungo la riva del Don su richiesta della popolazione del luogo che era formata da contadini cosacchi giunti dalle regioni centrali della Russia in fuga dall’oppressione della servitù della gleba; poi funse anche da riparo durante le incursioni dei tartari. Nel giugno 1785, Ust-Medveditsky Spaso-Preobrazhensky è stato trasformato in monastero femminile. Le monache si sono molto adoperate per l’alfabetizzazione e l’educazione degli abitanti di tutta la zona, specialmente per i bambini provenienti da famiglie di diversi strati sociali. Ust-Medveditsk, dedicato alla Trasfigurazione del Signore, ha attirato sempre un gran numero di pellegrini, nonostante che si trovi lontano dalle grandi città e dai percorsi più frequentati.

Pranzo nel refettorio del monastero.
Visita al Museo Storico di Serafimovich.

“I bollettini di guerra italiani annunciavano trionfalmente l’acquisizione degli obiettivi, ma quello dell’eliminazione della testa di ponte non era stato raggiunto. Si imputava ai Russi la perdita di una intera brigata corazzata e di 1500 prigionieri. Il XIII Btg. dal pomeriggio del 7 agosto era stato spostato sempre lungo il Don, nella zona di Nish Malveevskij dove 10 giorni dopo sarà sostituito dalla Sforzesca. Il 9 agosto venne programmata la agognata sostituzione in linea dei reparti, per il 6° lo stacco era previsto il 13. Voci dicevano che i russi avevano traghettato un’intera divisione corazzata, annessi e connessi, a Serafimovich attraversando il Don indisturbati”.

“Dopo 4 giorni di marcia ed altri 440 chilometri percorsi, la Divisione Celere, della quale faceva parte anche il 6° Reggimento Bersaglieri (con i Battaglioni XI, XIII e XIX), arrivò nel nuovo settore assegnatole, prendendo contatto col 578° Reggimento fanteria tedesco. Il 30 luglio, il 6° Reggimento con l’appoggio di due gruppi d’artiglieria, fu incaricato di cominciare l’azione offensiva contro le forze sovietiche, per eliminare la testa di ponte sul Don presso Serafimovich, che minacciava il fianco sud tedesco”.

Sistemazione in albergo, cena e pernottamento.

3. giorno mercoledì 22/8

SERAFIMOVICH – ISBUSCENSKIJ – KRUTOWSKIY – VYOSHENSKAYA

Dopo la prima colazione partenza per i luoghi della guerra. Pranzo al sacco.

Isbuschenskij, Simoskj, Krutowskiy, Belogorskiy.

“Le operazioni nell’ansa del Don continuarono fino al 14 agosto con cruenti combattimenti per il grande bosco tra Bobrowski e Baskovski ma, al termine della “battaglia dei girasoli” (come verrà ricordata dai bersaglieri), il nemico aveva subito forti perdite, tra le quali dai 39 ai 47 carri e 2 blindo, almeno 4 dei quali furono messi fuori combattimento con le solite “bottiglie Molotov” preparate alla bisogna. La Divisione Celere, nella battaglia, aveva avuto 1700 caduti e 200 feriti, ma erano stati fatti 5.800 prigionieri e catturati 10 cannoni”.

“Tra il 20 agosto 1942 e il 1° settembre le truppe sovietiche scatenarono un’offensiva di vaste proporzioni contro i reparti ungheresi, tedeschi e italiani, che subirono il peso maggiore dell’attacco, schierati nell’ansa settentrionale del Don. L’ordine di resistere a ogni costo su un fronte di 25 chilometri fu eseguito dalla Sforzesca con abnegazione, ma dopo due giorni di aspri combattimenti la divisione venne travolta. Gli italiani riuscirono a chiudere la pericolosa falla intervenendo con reparti della Celere, tra cui il Savoia Cavalleria e un battaglione di Camicie Nere, il battaglione alpino Monte Cervino e in seguito anche la divisione alpina Tridentina. Il generale Messe, per allentare la pressione, ordinò anche di caricare con la cavalleria: i Lancieri di Novara attaccarono il 20 agosto a Yagodnyy, mentre il 24 agosto il Savoia Cavalleria con i suoi seicento uomini caricò duemila russi nell’epico episodio di Izbušenskij”.

Sistemazione in albergo a Vyoshenskaya cena e pernottamento.

4. giorno giovedì 23/8

VYOSHENSKAYA – MESKOF – ARBUZOVKA – VOLGOGRAD (STALINGRADO)

Prima colazione e partenza per i luoghi della guerra lungo le rive del Don. Pranzo in ristorante.

Meshkovskaya (nota come Meskof, momento commemorativo presso il cippo), Tikhaya Zhuravka, Malaya Lozovka, Arbuzovka (nota come la “Valle della Morte”).

Partenza per Volgograd.

La città è stata teatro di pesanti combattimenti durante la guerra civile russa. Forze bolsceviche occuparono la città durante il 1918, ma i bolscevichi furono respinti indietro e circondati, e solo l’intervento di Joseph Stalin, poi locale presidente del comitato militare, salvò la città a favore dei bolscevichi.
In onore di Stalin e dei suoi sforzi, la città fu rinominata Stalingrado nel 1925. Il cambiamento del nome era tipico nel mondo sovietico, molte città furono rinominate con nomi di leader ed eroi bolscevichi.
Sotto Stalin, la città divenne fortemente industrializzata e si sviluppò come centro di industria pesante e di trasporto sia su ferrovia e su fiume. Durante la Seconda guerra mondiale (Grande Guerra Patriottica), la città assunse un’estrema importanza (Battaglia di Stalingrado), per il punto di svolta cruciale della guerra contro la Germania nazista e i suoi alleati. La battaglia durò dal 21 agosto 1942 al 2 febbraio 1943. Due milioni di soldati dell’asse e sovietici sono stati uccisi, feriti o catturati, così come oltre 40.000 i civili uccisi.

Sistemazione in albergo, cena e pernottamento.

5. giorno venerdì 24/8

VOLGOGRAD

Dopo la prima colazione e giornata intera di visita a Volgograd.

Le strutture più caratteristiche della città sono senza dubbio il museo panoramico, che ospita al suo interno una straordinaria raccolta di cimeli risalenti all’assedio, e Mamaev Kurgan, il promontorio dove svetta il simbolo della città, la monumentale statua di donna che personifica la “Grande Madre Russia”. Nell’adiacente sacrario, all’interno, arde il fuoco sacro a ricordo di quei soldati, morti, per lo più, giovanissimi.
Tutt’intorno ci sono ancora le trincee scavate dalle truppe sovietiche durante l’assedio, che tendono a ricordare al turista l’asprezza degli scontri.
Un altro punto di forza del centro caucasico è rappresentato dal polo universitario, uno dei migliori dell’intera Federazione: è impressionante vedere, a tutte le ore del giorno e della notte, moltissimi studenti che passeggiano per le vie del centro cittadino; gran parte di questi ragazzi provengono anche da Paesi stranieri.
Altro sito interessante, che si trova nei pressi del centro cittadino, è il Planetario. Al suo interno sono conservati diversi reperti che ricordano le scoperte spaziali avvenute durante gli anni ’50-60, soprattutto durante l’epoca chruščeviana. Tra i reperti più interessanti si trovano diversi modellini del satellite “sputnik” e pezzi di asteroidi.

Visita al Museo della Guerra.
Pranzo in ristorante.

Nel pomeriggio continuazione della visita.

Le cose che più colpiscono di Volgograd sono la semplicità della struttura urbanistica e il calore dei suoi abitanti che non di rado sono ansiosi di poter raccontare a un turista occidentale la storia della loro “città-eroica” e del coraggio dimostrato dai loro padri nel resistere all’attacco dell’esercito tedesco invasore.
Bisogna ricordare che la vecchia Stalingrado fu completamente rasa al suolo durante l’assedio del 1942-43 e venne successivamente ricostruita a partire già dalla fine del 1943: secondo il pensiero di Stalin avrebbe dovuto diventare la città simbolo del suo potere in modo da rendere visibile a tutto il mondo la gloria imperitura dell’Unione Sovietica e del suo popolo.
Proprio per questo lo stile architettonico, soprattutto nel centro città (la prima zona ad essere ricostruita, che sorge grosso modo nei luoghi-simbolo della battaglia), risulta ampolloso e imponente, sciovinista e monumentale allo stesso tempo. La prima cosa che salta all’occhio è rappresentata dagli enormi caseggiati (chiamati, appunto, “stalinskie”) situati in misura maggiore nei mastodontici Viale Lenin e Viale degli Eroi. Su ognuna di queste case, che erano appannaggio dei burocrati e della classe dirigente del regime, campeggiano di continuo lapidi commemorative e simboli sovietici. In tutto il centro sono presenti diverse statue di Lenin (quelle di Stalin sono state rimosse in epoca chruščeviana).
Le periferie subirono un’espansione demografica-urbanistica imponente soprattutto negli anni ’70, con l’epoca brežneviana. In questo periodo venne portato avanti dal regime un imponente piano regolatore di costruzione di giganteschi grattacieli popolari (alcuni superano i 40 piani) che hanno consentito a una buona maggioranza della popolazione di vivere in alloggi piccoli ma riscaldati e più confortevoli rispetto a quelli precedenti.

Cena e pernottamento in albergo.

6. giorno sabato 25/8

VOLGOGRAD – MOSCA

Prima colazione e trasferimento in aeroporto per la partenza, alle ore 8.00, del volo per Mosca. Arrivo alle ore 9.45 e trasferimento in città per la visita della capitale russa.

Grande, orgogliosa, esuberante Mosca. Cuore di Russia e di quell’enorme impero che fu zarista prima e sovietico poi, la città, sugli ampi meandri della Moscova, vive oggi già catapultata nel futuro e tuttora ancorata nostalgicamente ai suoi passati. Policroma nelle preziose cupole di San Basilio, bianca e d’oro nelle quattrocentesche chiese della Sobornaja Ploscad, la “piazza delle cattedrali”, imponente nelle venti torri del Cremlino, Mosca conserva immutato il suo centro antico. La città mette insieme tra casualità, rigore e utopia, vecchio e nuovo, ora con incastri armoniosi, ora con improbabili accostamenti e riserva in un tessuto urbano estesissimo scoperte senza fine. Con poco più di 800 anni, tra le antiche capitali europee la cui storia si calcola in millenni, Mosca è una delle più giovani. In essa si è riflessa la storia di mezzo secolo dell’URSS, e i suoi luoghi storici stanno a ricordare i più importanti avvenimenti della storia del Paese.

Visita della Piazza Rossa dove sono collocati il Tempio di San Basilio e il Mausoleo di Lenin.

La Piazza Rossa si stende lungo le mura est del Cremlino ed è indissolubilmente legata al suo insieme architettonico. E’ la piazza più antica e più bella della città, dove si trova il Mausoleo di Lenin. Su questo scenografico palcoscenico si esibiscono gli attori del Bolscioi, innumerevoli complessi popolari, ed artisti sovietici e stranieri. La Cattedrale Pokrovski, conosciuta come tempio di San Basilio il Beato si affaccia sulla stessa piazza. I mastri Barma e Postnik crearono un’opera architettonica unica nel suo genere, combinando simmetricamente su un unico zoccolo otto cappelle che circondano quella centrale coperta da un tetto a tenda. Ciascuna delle cappelle era dedicata ad una vittoria militare, e tutte le cupole sono diverse tra di loro. Inconfondibile è la sagoma della cattedrale e l’allegra gamma di colori.

Pranzo in ristorante.
Visita del Cremlino e delle Cattedrali.

Il Cremlino è l’incarnazione del genio artistico del popolo russo e della sua storia. La Rivoluzione Socialista d’Ottobre ha aperto una nuova epoca nella vita di questo antico palazzo, al quale sono strettamente legati gli avvenimenti dello Stato Sovietico. Qui visse e lavorò Lenin, ed avevano sede il Presidium del Soviet Supremo ed il Consiglio dei Ministri dell’URSS.

Sistemazione in albergo, cena e pernottamento.

7. giorno domenica 26/8

MOSCA – ROMA

Dopo la prima colazione giro in metropolitana.

Un viaggio in metropolitana è una delle escursioni più belle di Mosca. Inaugurata nel 1935, la metropolitana raggruppa 11 linee, dieci radiali e una circolare, ed è in continua espansione. Può essere definita una vera e propria opera d’arte. Costruita negli anni Trenta, la metropolitana di Mosca si estende per 265 chilometri, e trasposta ogni giorno decine di milioni di passeggeri: è un vero e proprio labirinto incantato, un monumento di art-decò. Durante la sua realizzazione è stato infatti privilegiato l’aspetto estetico: gli ingressi sono a padiglione o a forma di conchiglia. Ogni fermata riproduce una fantastica sala riccamente decorata di marmi, pietre dure, mosaici, statue di bronzo, volte dorate, lampadari di cristallo.

Breve passeggiata nella via pedonale Arbat.
Pranzo in ristorante.
Nel pomeriggio trasferimento all’aeroporto per la partenza, alle ore 16.40, del volo Alitalia per Roma. Arrivo alle ore 19.35 all’aeroporto di Fiumicino e fine del viaggio.

Quota individuale di partecipazione (minimo 25 persone) Euro 1.950,00
Quota individuale di partecipazione (minimo 35 persone) Euro 1.750,00
Supplemento camera singola Euro 230,00
Tassa di iscrizione comprendente l’assicurazione Euro 35,00

La quota di partecipazione comprende:

• viaggio aereo da Roma a Mosca e ritorno con voli di linea Alitalia;
• voli interni da Mosca a Volgograd e ritorno con voli di linea;
• trasporto di kg 20 di bagaglio più un bagaglio a mano di dimensioni ridotte;
• sistemazione in camera a due letti con servizi privati in alberghi tre stelle;
• tasse di registrazione alberghiera;
• tutti i pasti dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo;
• pullman e guida parlante italiano durante il soggiorno in Russia;
• giro in metropolitana a Mosca;
• ingressi: Museo Storico di Serafimovich, Museo della Guerra di Volgograd, Cremlino e Cattedrali;
• visto d’ingresso;
• polizza assicurativa medico-bagaglio e annullamento viaggio.

La quota di partecipazione non comprende:

• le tasse aeroportuali da riconfermare all’emissione dei biglietti, Euro 345,00;
• le bevande durante i pasti;
• le mance;
• gli extra di carattere personale;
• tutto quanto non espressamente menzionato nel programma.